La gestione delle autorizzazioni dei medici degenera in 26 mostri burocratici

Comunicato stampa


05.07.2017

Come peggiorare invece di migliorare la gestione delle autorizzazioni

La gestione delle autorizzazioni dei medici degenera in 26 mostri burocratici

La proposta del Consiglio federale per gestire le autorizzazioni dei medici si rivela poco coraggiosa e non offre miglioramenti sostanziali rispetto alla regolamentazione vigente. Anzi, il Consiglio federale non tiene conto della volontà del Parlamento, che da anni insiste per avere delle vere alternative. Ed invece, adesso spetterà ai Cantoni fissare il numero massimo per specialità mediche allo scopo di contrastare l’eccessiva copertura sanitaria.

«Il nuovo sistema non è altro che una minestra riscaldata che il Parlamento ha già rifiutato a giusta ragione» è il commento critico di Verena Nord, direttrice di santésuisse. «Non è possibile contrastare l’offerta eccessiva nel settore ambulatoriale facendo ricorso a 26 differenti sistemi sanitari. A farne le spese saranno gli assicurati».

Approvvigionamento eccessivo non arginato

I Cantoni sono chiamati a pianificare le autorizzazioni a livello sovraregionale e a considerare nei loro calcoli anche il numero di medici occupati negli ambulatori ospedalieri. Ma di fatto manca ogni possibilità di mettere in pratica queste richieste fumose, visto che la Confederazione non detta cifre concrete. santésuisse chiede una reale competizione in termini di qualità e misure incisive per contrastare l’offerta esagerata. Tariffe differenziate e allentamento dell’obbligo di contrarre in caso di copertura sanitaria sproporzionata sono proposte che il Parlamento aveva già chiesto al Consiglio federale. Inutilmente, come possiamo constatare oggi. L’obbligo di contrarre, attuato in maniera rigida, inibisce l’innovazione e la competizione in termini di qualità.

Nuovi criteri di qualità fumosi

Le misure qualitative fumose e non misurabili servono solo a celare che, in sostanza, non si tratta altro che della proposta già respinta dal Parlamento nel 2015: la gestione delle autorizzazioni in mano ai singoli Cantoni e il mantenimento dell’obbligo inflessibile di contrarre per gli ambulatori ospedalieri e i medici esistenti. In questo modo non si migliora di certo la qualità dei risultati che conta per i pazienti.

La gestione delle autorizzazioni si è dimostrata inefficace

La gestione delle autorizzazioni in atto fino ad oggi si è dimostrata uno strumento inefficace a contrastare l’approvvigionamento eccessivo e a regolare l’incremento spropositato dei costi nella sanità pubblica. I medici possono aggirare la limitazione delle autorizzazioni lavorando per tre anni in un ospedale svizzero oppure esercitando per meno di tre mesi in Svizzera. La gestione delle autorizzazioni non è uno strumento adatto a contrastare l’approvvigionamento eccessivo che nasce da ospedali e medici già autorizzati. L’analisi dell’incremento dei costi delle prestazioni a carico dell’AOMS dal 2010 al 2014 dimostra che i Cantoni non sono riusciti a ottenere un calo significativo dei costi facendo ricorso alla limitazione delle autorizzazioni. Si hanno degli aumenti di costo per le cure mediche ambulatoriali in misura elevata, media e molto modesta in tutti i Cantoni a prescindere dalla gestione delle autorizzazioni.

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In qualità di associazione di settore degli assicuratori malattia svizzeri, santésuisse promuove un sistema sanitario liberale, sociale ed economicamente sostenibile, che si caratterizza per la gestione efficiente dei mezzi e delle prestazioni sanitarie di elevata qualità a prezzi equi.