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09.12.2019

Gestione sovracantonale delle autorizzazioni dei medici e obbligo dei cantoni di intervenire

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Limitare il numero di medici che fatturano a carico dell'AOMS è il metodo di gran lunga più efficace per frenare la lievitazione dei costi nel settore  ambulatoriale. I cantoni devono perciò intervenire d'obbligo in caso di prestazioni eccedentarie o inadeguate. Gli assicuratori malattia devono avere il diritto di presentare ricorso se viene disatteso l'obbligo di gestione, perché nessun altro può tutelare gli interessi di chi paga i premi.

Rimane intatta la volontà politica di portare avanti la gestione strategica delle autorizzazioni dei medici nella sua forma attuale o in una nuova. L'attuale gestione termina il 30 giugno 2021. Ne consegue l'urgenza per il Parlamento di porre fine a questa «storia infinita» e trovare una soluzione per la gestione dell'offerta nel settore ambulatoriale.

L'attuale gestione delle autorizzazioni ha mancato l'obiettivo

I dati concernenti i costi dimostrano che l'attuale gestione delle autorizzazioni non è riuscita a contenere i costi perché è stata applicata in modo troppo  disomogeneo nei cantoni. Non vi è mai stato un coordinamento efficace tra i cantoni. Inoltre non si sono considerati i flussi reali dei pazienti e le regioni sanitarie. I medici specialisti in particolare hanno un «bacino di utenza» che spesso varca di molto i confini cantonali. In molti casi, poi, la gestione delle autorizzazioni non ha impedito l'apertura di nuovi studi medici. La ha semplicemente prorogata nel tempo condizionandola tutt'al più a una triennale attività svolta in un ospedale. Ha inoltre inciso il fatto che finora non è stata attuata la gestione delle autorizzazioni nel settore ambulatoriale ospedaliero, fatta eccezione per il Canton Vaud. Nell'ottica dei costi ciò ha una valenza particolare,  perché una consultazione nell'ambulatorio ospedaliero costa in media il  doppio rispetto a quella in uno studio medico. In considerazione di questi meccanismi, la pratica adottata dai cantoni di limitare l'apertura di nuovi studi  medici e nello stesso tempo assumere medici stranieri negli ospedali si dimostra poco sensata.

I cantoni devono intervenire in caso di aumento eccessivo dei costi

In vista della normativa definitiva in tema di gestione delle autorizzazioni da parte dei cantoni – evidentemente preferita alla libertà contrattuale – occorre garantire l'effetto calmierante: limitare il numero di medici che fatturano a carico dell'AOMS è il metodo di gran lunga più efficace per frenare la lievitazione dei costi. Tutte le susseguenti procedure di limitazione o di garanzia della qualità non otterranno lo stesso effetto che si ottiene ponendo fine alla  fatturazione a carico dell'AOMS. L'intervento dei cantoni in caso di offerta eccedentaria o inadeguata deve essere obbligatorio e non facoltativo.

L'atteggiamento del Consiglio degli Stati incrementa i costi

Gli interventi cantonali in caso di eccesso di offerta devono avvenire in maniera vincolante e coordinata tra i cantoni. Per garantire questo obbligo bisogna attribuire agli assicuratori malattia il diritto di ricorso. I tribunali lo impediscono argomentando che il diritto di ricorso spetta solamente a chi ha un diretto interesse privato: quindi attualmente solo i fornitori di prestazioni possono ricorrere contro l'attuazione della gestione delle autorizzazioni da parte dei cantoni, ma non gli assicuratori malattia in qualità di patrocinatori degli assicurati, i quali devono però pagare le conseguenze finanziarie della politica  cantonale in materia di autorizzazioni. Con le sue decisioni, il Consiglio nazionale ha garantito l'efficacia del progetto e ha quindi gettato le premesse per frenare l'aumento dei costi. Se ribadirà la propria soluzione poco equilibrata, il Consiglio degli Stati  rischierà invece di diventare esso stesso un fattore
che farà lievitare i costi.

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