Comunicato stampa

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26.05.2020

CSS-CS: decisione di principio sul controprogetto iniziativa cure infermieristiche

Decisione a favore degli assicurati invece di una costosa soluzione particolare

L'emergenza da coronavirus ha evidenziato ancora una volta con molta chiarezza che le cure sono un elemento indispensabile per il buon funzionamento della sanità. Il finanziamento ricopre perciò un ruolo chiave per garantire cure efficienti e di elevata qualità a lungo termine. Tenuto conto di questo contesto, la richiesta di miglioramenti per il personale infermieristico si rivela inadeguata, costosa e pericolosa. La Commissione della sanità del Consiglio degli Stati ha dato prova di molto buonsenso nel discutere il controprogetto all'iniziativa sulle cure infermieristiche: per fatturare individualmente le prestazioni di cura, il personale infermieristico dovrà stipulare una convenzione con gli assicuratori malattia.

L'emergenza da coronavirus ha messo in luce l'importanza che le cure ricoprono nel sistema sanitario. Secondo santésuisse la preoccupazione primaria della politica sanitaria deve essere quella di garantire le cure e il loro finanziamento sul lungo periodo. Il controprogetto all'iniziativa sulle cure infermieristiche del Consiglio nazionale intende accordare uno status speciale al personale infermieristico, senza che ve ne sia un reale bisogno. La Commissione della salute del Consiglio degli Stati ha giustamente rilevato che ampliare le competenze del personale infermieristico in tema di fatturazione provocherà un aumento quantitativo ingiustificato delle prestazioni. L'introduzione di una convenzione tra personale infermieristico e assicuratori malattia servirà almeno a contenere un aumento quantitativo. In questo modo la Commissione pone un argine a un possibile incremento incontrollato del volume di prestazioni.

Attenzione al futuro fabbisogno di cure

L'aumento del numero di persone anziane nei prossimi anni comporterà una crescita del fabbisogno di prestazioni di cure e, di conseguenza, un incremento dei costi pari ad alcuni miliardi. Nel raffronto internazionale la Svizzera vanta un numero di infermieri in proporzione molto elevato, il cui reddito si colloca nella media nazionale. La preoccupazione primaria della politica sanitaria deve essere quella di salvaguardare le cure e, soprattutto, quella di risolvere le modalità del loro finanziamento sul lungo periodo. Per fronteggiare il futuro fabbisogno di prestazioni di cura, occorre facilitare il reinserimento nelle professioni infermieristiche e offrire la possibilità di accedervi anche a chi non ha una formazione di base infermieristica. Garantire le cure infermieristiche in un'ottica di lungo termine è un aspetto che il Parlamento deve porre al di sopra degli interessi particolari.

Richieste già soddisfatte

Con una modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha già accordato maggiori competenze agli infermieri con effetto dal 1° gennaio 2020. A partire da tale data possono diagnosticare il fabbisogno di cure infermieristiche dei pazienti autonomamente, senza il consenso scritto del medico curante. Le richieste di maggiore autonomia sono di fatto già soddisfatte. Per maggiori competenze occorre in qualsiasi caso prevedere una relativa convenzione con gli assicuratori. Tutto sommato possiamo affermare che il personale infermieristico occupa una buona posizione nel raffronto internazionale: il nostro Paese si classifica ai primi posti in Europa per numero di infermieri ogni mille abitanti, come si evince da un recente studio dell'Ufficio federale di statistica (UST).

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In qualità di associazione di settore degli assicuratori malattia svizzeri, santésuisse promuove un sistema sanitario liberale, sociale ed economicamente sostenibile, che si caratterizza per la gestione efficiente dei mezzi e delle prestazioni sanitarie di elevata qualità a prezzi equi.