Focus


13.09.2019

È ora che i cantoni gestiscano con efficienza le autorizzazioni mediche

Evitare una ricaduta

L'incarico affidato al Parlamento di formulare una nuova disciplina per limitare le autorizzazione dei medici rischia di insabbiarsi. Dopo che il Consiglio degli Stati ha rintuzzato il progetto (vedi NZZ del 4 giugno 2019), spetta al Nazionale tentare di salvarlo.

Per quanto riguarda la gestione delle autorizzazioni nel settore ambulatoriale, i cantoni sono riusciti a spuntarla: spetta loro l'ultima parola nell'autorizzazione dei medici. Il che non è di per sé grave. Ma, per coerenza, i cantoni devono garantire di riuscire effettivamente a gestire e limitare le autorizzazioni dei medici e devono intervenire quando i costi di determinate categorie di fornitori di prestazioni sfuggono al controllo.

Il «blocco delle  autorizzazioni» si è dimostrato poco efficace

A tutt'oggi, le differenti versioni della gestione strategica delle autorizzazioni correlata al fabbisogno non sono  state applicate o lo sono state in misura insufficiente. Al fine di contenere i costi non ha quindi molto senso vietare ai medici stranieri di aprire un proprio  studio e di assumerli, invece, negli ospedali, dove una consultazione costa in media il doppio. Non solo: dopo tre anni come dipendente in «clinica» il medico straniero acquista il diritto di aprire un proprio studio. Inoltre, la gestione delle autorizzazioni si rivela poco utile se un cantone la applica e un altro no: dal momento che l'offerta condiziona la domanda e i pazienti varcano sempre più spesso i confini cantonali, l'inattività di alcuni cantoni si ripercuote anche su quei cantoni che invece limitano l'eccesso di medici.

Regolamentazione a discrezione dei cantoni?

Il Nazionale ha imparato la lezione dalla «situazione di laissez-faire» tollerata finora e ha presentato una soluzione che promette di essere efficace: ai cantoni compete definitivamente la gestione delle autorizzazioni, a condizione di garantirne l'efficacia. La soluzione proposta dal Consiglio degli Stati, invece, si rivela poco incisiva: ai cantoni si accordano definitivamente le ulteriori competenze richieste, ma senza chiedere loro di assumersi responsabilità e fornire giustificazioni. Stando al Consiglio degli Stati, nessuno potrà intervenire in caso di offerta eccedentaria e relativi costi. Il diritto di ricorso spetterà esclusivamente ai fornitori di prestazioni non autorizzati. Se dovesse prevalere la versione del tutto inadeguata del Consiglio degli Stati, acquisterebbe ancora maggiore enfasi quanto affermato da una personalità politica esperta in materia sanitaria: «Il campanilismo cantonale è il fattore che più di ogni altro fa lievitare i costi dell'assicurazione malattia».

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