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28.02.2020

Autorizzazione dei medici: la nuova regolamentazione non riduce i costi

Il «campanilismo cantonale» fa lievitare i prezzi

I molti tentativi, sempre falliti, di riformulare la gestione della densità dei medici si sono conclusi con il disaccordo sulla sua applicazione. Mentre le decisioni del Nazionale avevano lasciato intravedere una attuazione efficace, il Consiglio degli Stati non intende obbligare i Cantoni a introdurre provvedimenti incisivi e vincolanti.

Troppi medici costano troppo. Su questo punto politica, Cantoni e assicuratori si trovano tutti d'accordo. Tenuto conto dell'eccesso di offerta in Svizzera, avere un numero maggiore di medici non significa beneficiare di una salute migliore, ma significa soprattutto più cure superflue e costi inutili.

Fondamentalmente vi sono due modi per contenere l'offerta eccedentaria: innanzi tutto quello statale che prevede di affidare ai Cantoni la gestione delle autorizzazioni; in secondo luogo, l'allentamento dell'obbligo di contrarre messo in atto in altri Paesi e in vigore in Svizzera per l'assicurazione infortuni.

La decisione timorosa del Consiglio degli Stati fa lievitare i costi

Il Parlamento sta per approvare la vigente soluzione di continuare ad affidare l'intera competenza decisionale ai Cantoni. Decisione che dobbiamo accettare. Quello che non possiamo accettare sono le condizioni quadro della «soluzione statale» che il Consiglio degli Stati sta perseguendo: i Cantoni  non vengono obbligati ad assumersi i costi che conseguono alla loro politica in materia di autorizzazioni, né devono intervenire se i costi correlati a una categoria di medici specialisti sfuggono al controllo; ma soprattutto non esiste il diritto per assicuratori malattia od organizzazioni dei pazienti di ricorrere al tribunale per chiedere di giudicare le omissioni dei Cantoni nell'attuazione della legge e che si ripercuotono sulle spalle di chi paga i premi.

Per contenere con efficacia i costi, è fondamentale che i Cantoni non conferiscano l'autorizzazione all'esercizio a medici, di cui non vi è reale necessità per la cura dei pazienti. Limitare scrupolosamente il numero di medici che esercitano nel proprio studio o in ospedale è il metodo più efficace per frenare l'eccessivo aumento dei costi e sgravare finalmente i tanto bistrattati assicurati.

Si prospetta un'attuazione insoddisfacente

Le direttive poco vincolanti che il Consiglio degli Stati ha formulato all'indirizzo dei Cantoni lasciano presagire che la gestione della densità dei medici verrà interpretata in modo molto dissimile dai vari Cantoni. L'attuazione non cambierà, sta a dire che resterà contraddittoria, lacunosa e, nel peggiore dei casi, non verrà affatto attuata. Mentre il Gruppo di esperti incaricato di contenere i costi aveva deciso, nell'agosto 2017, di affrontare i conflitti di  interesse dei Cantoni, il Consiglio federale e il Parlamento hanno capitolato fin da subito. E questo, nonostante che spetti alla Confederazione decidere in merito all'assicurazione malattia e, di conseguenza, ai suoi costi e al suo finanziamento a lungo termine. Ai Cantoni spetta la competenza in tema di  approvvigionamento sanitario, sta a dire di offerta eccedentaria e cure non idonee su scala nazionale a scapito degli assicurati e dei contribuenti. A  perderci saranno ancora una volta gli assicurati e i contribuenti che devono farsi carico delle conseguenze finanziarie causate dal campanilismo cantonale.

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