Comunicato stampa


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21.08.2018

Materiali di cura: gli assicuratori malattia si rivolgono al tribunale per ottenere la restituzione degli importi versati in eccesso

I Cantoni ignorano la decisione del Tribunale amministrativo federale

Per anni gli assicurati hanno finanziato i materiali di cura anche se, per legge, non erano tenuti a farlo. Per questa ragione, il Tribunale amministrativo federale ha sentenziato di recente che questa prassi non era valida. Gli assicuratori malattia hanno quindi chiesto alle case di cura la restituzione di quanto versato in eccesso. Purtroppo senza esito. Gli assicuratori malattia si vedono perciò costretti a far valere i loro diritti in sede giudiziaria.

Nell'autunno 2017, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato che i costi per i materiali di cura sono compresi nei contributi alle cure secondo il finanziamento delle cure e che non vanno conteggiati a parte. In parole concrete, la sentenza stabilisce che gli assicuratori malattia hanno per anni rimborsato doppiamente i materiali di cura alle case di cura. Il Tribunale amministrativo federale ha perciò dichiarato eccessivi i pagamenti effettuati. La sentenza del TAF ha effetto retroattivo al gennaio 2015.

Colloqui con associazioni delle case di cura e Cantoni senza esito

Dopo la pubblicazione della sentenza, i colloqui tra assicuratori malattia e associazioni delle case di cura e Cantoni per trovare una soluzione consensuale non hanno sortito nessun esito. Nel giugno 2018 tarifsuisse ag, una società del Gruppo santésuisse, si è vista costretta a chiedere alle case di cura la restituzione degli importi versati in eccesso per i materiali di cura a partire dal 1° gennaio 2015. Alcune case di cura hanno dato seguito alle pretese di restituzione, ma la maggior parte di esse ha ignorato il termine fissato per la restituzione di quanto dovuto.

Adire le vie legali per ottenere il pagamento degli importi insoluti

Una volta scaduti i termini stabiliti, tarifsuisse ha deciso di ricorrere in tribunale a nome di 16 assicuratori malattia e di intentare una prima azione giudiziaria contro 13 case di cura nel Canton Zugo per ottenere la restituzione dei contributi versati per i materiali di cura. L'azione è stata intentata dal momento che il Cantone non ha dato alcun segno di voler assumere i costi per il finanziamento residuo. L'importo dovuto dal Canton Zugo ammonta a circa un milione di franchi.

A rimetterci sono le case di cura e gli assicurati

Il nuovo ordinamento per il finanziamento delle cure, approvato nel 2011, stabilisce che i contributi versati a carico dell'assicurazione malattia sono dovuti solo fino a un certo limite e che il finanziamento residuo spetta ai Cantoni. I costi supplementari non possono essere addebitati ai pazienti. Le vere vittime di questo atteggiamento di rifiuto messo in atto dai Cantoni sono, in primo luogo, le case di cura, le quali si trovano a dover affrontare senza il sostegno dei Cantoni le richieste di restituzione presentate dagli assicuratori malattia. E, in secondo luogo, a rimetterci sono anche tutti coloro che pagano i premi, i quali devono farsi carico dei costi generati dalla inosservanza della fattispecie giuridica.

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Ulteriori informazioni

Con una quota di mercato che si aggira intorno al 60%, tarifsuisse ag è la più grande società d’acquisto di prestazioni degli assicuratori malattia nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Con la gestione delle prestazioni, la società assiste i suoi clienti nell’interesse di coloro che pagano i premi. tarifsuisse ha sede a Soletta e possiede succursali a Berna, Losanna, Zurigo e Bellinzona.

In qualità di associazione di settore degli assicuratori malattia svizzeri, santésuisse promuove un sistema sanitario liberale, sociale ed economicamente sostenibile, che si caratterizza per la gestione efficiente dei mezzi e delle prestazioni sanitarie di elevata qualità a prezzi equi.